Questi nostri sparuti episodi tornano sempre al punto che io e L. avremmo qualcosa da finire... ovvero un romanzo. Una cosa che sembra incredibile dire, ma ci trasciniamo dietro da DIECI ANNI!
Sembra proprio incredibile, direte voi (o chiunque altro ci stia leggendo, se ci siete!), come si fa a non finire un romanzo in dieci anni?? E' la Divina Commedia? C'è bisogno di qualcosa che in dieci anno non s'è riuscito a trovare?
Nell'ultima domanda c'è un po' di verità, perché, a parte le solite cavolate che si pensano quando si inizia a scrivere un libro a tredici anni, non c'è la reale idea di cosa vuol dire scrivere un romanzo, e di cosa effettivamente ci si aspetti di inserirci. Non si ha chiaro molto, insomma, nel maggiore dei casi, a parte che ci sembrano fighe delle scene, che magari inseriamo personaggi fighi di qua e di là, e poi, della trama? Beh dai, le solite cose tirano, come l'amore maledetto, oppure gli gnocchi maledetti, per quei filoni daVk, oppure meglio, facciamo un qualcosa alla sex and the city, o stile il mondo di patty. E ti ritrovi a scrivere una storia senza senso che però presi singolarmente ha tanti momentini carini, magari divertenti, peccato che, sempre magari, stai scrivendo una storia di paura. Insomma, il patchwork della nostra vita.
Una volta andai a vedere un incontro con Dacia Maraini (chi non sa chi è veda QUI) che si teneva qui a Minturno, e lei raccontò di come per scrivere un suo romanzo ci impiegò dieci anni. Alché pensai "Cavolo, anche lei così tanto!" ma poi riflettei "Lei però non l'ha iniziato a tredici anni, era già matura e adulta e sicuro aveva già scritto molto..." e allora perché tanto tempo per realizzare una storia?
Io ed L. ci abbiamo pensato spesso, per il semplice motivo che ci trovavamo nella stessa situazione di averci messo tantissimo a realizzare anche solo metà di quello che volevamo, dopo averlo ripreso a distanza di anni. Cos'era successo in noi e nella storia? Cos'era successo per spingerci poi, a distanza di mezzo libro scritto, e due anni di attivo, a ricominciarlo da capo?
Molti ci diranno "SIETE PAZZEE! FUORI DI TESTA!" e chi scrive romanzi, credo, alla sola idea di averne finito uno e di ricominciare a scriverlo da capo penso che qualcosa muoia dentro di lui senza possibilità di resurrezione. Come L., che quando la informai della mia intenzione di lanciare per l'aria tutto lo scritto e ricominciare da capo ha iniziato a urlarmi per telefono che ero diventata pazza e che non avrebbe mai accettato una cosa simile. Mai. NEVER. Eppure dopo qualche giorno si presentò da me, si sedette in silenzio, mi guardò e pronunciò le seguenti parole: "Dobbiamo riscriverlo da capo." Perché c'aveva riflettuto, e per quanto l'idea potesse sembrare folle l'aveva ritenuta l'unica cosa necessaria.
Parliamo ora seriamente...
Perché ci si impiega tanto a volte per scrivere un romanzo?
Perché deve CRESCERE.
Io ed L. ci siamo rese conto che questa storia sta crescendo con noi, e solo ora, che ripresa da capo ci stiamo levando tutto ciò che ci è sembrato "vecchio" e "superfluo", ci appare tutto più chiaro.
Per intenderci, avevamo scritto mezzo libro, e ora stiamo riscrivendo la scaletta del romanzo intero. E siamo a chiudere la seconda parte, prendendo capitolo vecchio per capitolo, tagliando, aggiungendo, togliendo, riscrivendo, ripensandoci, ridiscutendo, reinventando tutto da capo quelle parti che non ci sembrano plausibili... E finalmente rientra tutto.
Scrivere un romanzo è come una sfida.
Per me e L. è una specie di nostro riscatto personale.
Abbiamo avuto tanti momenti in cui ogni cosa scrivevamo ci sembrava sciocca, insulsa e senza alcun senso, anche la storia del nostro romanzo. Eppure ora abbiamo scelto di crederci, e ci siamo messe duramente in gioco, perché crediamo che l'unico modo che davvero esiste per migliorare in quello che si fa è contestarsi sempre, guardarsi sempre in maniera oggettiva, criticarsi, trovare il pelo nell'uovo, confrontarsi, e leggere. Per scrivere bisogna LEGGERE TANTO. TAAANTO. TANTISSIMO!!
Io sono una lettrice un po' pigra, ci metto un po', ma sono di quelle lente e inesorabili, perché quando leggo assimilo con calma, e a volte mi capita di avere la testa altrove. Sapete com'è, poi per me... che con una mano scrivo e con l'altra disegno, e con la testa penso, e magari nel mentre tiro con la cannuccia il mio thè freddo alla pesca. Però che bello...!
Io ed L. stiamo lavorando sodo e duramente in questi ultimi tempi, perché abbiamo deciso di voler cambiare le nostre vite e di fare ciò che veramente ci rende felici. Creare storie.
Sapete no... all'epoca c'erano i Bardi, i Cantastorie... ora abbiamo scrittori e fumettisti, e tutto il resto della categoria, un po' bistrattato e messo da parte, senza che se ne capisca la reale importanza.
Noi, peccando un po' di orgoglio pensiamo che vorremmo diventare un giorno come tutti quegli autori che ci hanno regalato una vita così avventurosa. Una Anna Rice, un Frank Herbert, un Tolkien, una Joanne Rowling... e proprio quest'ultima qualche tempo fa disse in un'intervista: "Un giorno una ragazzina mi fermò per strada dicendomi... 'sei stata la mia infanzia!'... cosa c'è di più bello da sentirsi dire?"
... Magari un giorno anche io e L. renderemo diversa la vita di qualcuno... come tanti hanno reso diversa e bella la nostra vita, facendoci pensare ad altro mentre le nostre vite attraversavano i grandi e i piccoli problemi, dandoci coraggio, e aiuto, dove nessun altro oltre un libro era davvero di compagnia. Noi lo diciamo sempre, che se mai riusciremo a pubblicare una sola delle nostre storie, un giorno, speriamo non tanto lontano, e una sola persona nel mondo ci leggesse trovandoci buone... a noi basterebbe. Sarebbe bello, insomma, pensare di aver contribuito per un po' alla felicità di qualcuno... per questo bisogna lavorare duro, e far sì di produrre sempre prodotti di qualità, o almeno provarci...
E dopo questo lungo sproloquio torno al mio lavoro, con la matita in mano e le mie vignette... che questa sera narrerò la fine di un episodio del gioco di ruolo Mondo di Tenebra.. Adoro fare il master... inventare storie che poi i miei ignari giocatori si troveranno a vivere con i loro personaggi, che io amo tutti come fossero miei, mandandoli nel mondo con l'amore di guidarli verso una fine gloriosa ma piena di pericoli! E sarà anche oggi..."Era un mondo di tenebra.."
A.









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